| TITOLO | CINEMA | ORARI |
|---|---|---|
| The Box |
Multiplex Cinecity |
20:00 22:30 |
Un film di Richard Kelly, con: Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella, James Rebhorn, Holmes Osborne, Sam Oz Stone, Scott Winters, Sam Blumenfeld, Mark S. Cartier, Kevin Robertson, Gillian Jacobs, Michael Zegen, Celia Weston, Deborah Rush, Lisa K. Wyatt, Andrew Levitas, Basil Hoffman, Michele Durrett, Jenna Lamia, Ian Kahn, John Magaro, Frank Ridley, Kevin DeCoste, Ryan Woodle, Allyssa Maurice, Sal Lizard, Evelina Oboza
Continue stranezze e inquietanti bizzarrie ravvivano un racconto fin troppo lineare Richard Kelly aveva stupito al suo esordio con un film affascinante e inafferrabile come Donnie Darko. Poi si era un po’ perso con un’opera ambiziosa e in parte irrisolta, Southland Tales. Dopo il flop commerciale di Southland Tales, The Box sembra essere un run for cover, una ricerca di qualcosa di familiare e affine, ma nello stesso tempo accattivante per il pubblico, basato su un’idea forte e di sicura presa. Lo spunto viene da un fulminante racconto di Richard Matheson, maestro dell’horror e dell’insolito, capace di creare incubi apocalittici come Io sono leggenda e sottili parabole paranoiche in innumerevoli racconti che talvolta hanno dato origine a indimenticabili episodi della serie televisiva Ai confini della realtà. Per noi italiani, l’idea di partenza è familiare per la commedia musicale "Un mandarino per Teo" (diventata anche un film di Mario Mattoli del 1960), ma ha origini ancora più antiche, tra rimandi letterari vari. Resta il fatto che lo spunto è brillante e si presta a più di qualche osservazione sul rapporto che lega la natura umana al desiderio di ricchezza. Arlington Steward è misteriosamente resuscitato in ospedale dopo essere stato colpito da un fulmine e, costruito un apparecchio dallo scopo ignoto, se n’è andato. Virginia, 1976. Prima dell’alba il campanello di casa Lewis suona svegliando i coniugi Norma e Arthur. Aperta la porta, Norma trova un pacchetto. Si sveglia anche il figlioletto Walter, incuriosito. Nel pacchetto c’è una strana scatola e un biglietto: il signor Steward chiamerà alle cinque del pomeriggio. Arthur lavora a un progetto della Nasa il Viking è atterrato su Marte ed è totalmente preso dal lavoro. Norma, insegnante, è alle prese con altri problemi ed è sola in casa quando arriva puntuale il signor Steward, con il volto in parte sfigurato dal suo incontro ravvicinato con il fulmine. Spiega a Norma che se preme il pulsante che sovrasta la scatola provocherà la morte di uno sconosciuto e guadagnerà un milione di dollari. Se invece rinuncerà a premerlo, riceverà cento dollari per il disturbo. Ventiquattro ore per decidere. Norma ha un problema a un piede causato da quello che oggi si definirebbe un caso di malasanità, mentre Arthur viene rifiutato come astronauta. Entrambi hanno quindi motivi per avercela con la sorte. Davanti a loro una decisione assurda che però prendono sempre più sul serio, tentati dal denaro e dalla voglia di scoprire la verità. Dopo tanto parlare, Norma preme il pulsante quasi d’impulso. Ma questo è solo l’inizio. Inquietanti bizzarrie e suggestive stranezze sono disseminate per tutto il film a dare un tono singolare alla vicenda. Frank Langella, con il volto mezzo mangiato, è una presenza sinistramente toccante resa ancora più significativa dalla recitazione urbana e contenuta dell’attore. Il dilemma e il problema etico sono però affrontati dal film con un tono banale che non aiuta a valorizzarne la portata e non ne accresce la drammaticità. Il miraggio della ricchezza può corrompere chiunque, ma questa non è una novità. Una famiglia tutto sommato benestante con qualche problema, ma chi non ne ha? cede alle lusinghe dei soldi per soddisfare bisogni che potrebbe affrontare diversamente, come il plantare speciale ideato da Arthur per Norma dimostra. Ed è proprio questo il punto del film, che si allarga verso una riflessione più ampia. Quella che sembrava una “semplice” questione morale individuale prendere la vita di uno sconosciuto in cambio di molti soldi si rivela qualcosa di più complesso. Il clima si fa progressivamente sempre più angoscioso. Indizi e trabocchetti si moltiplicano in una situazione nella quale anche la solidarietà tra i coniugi sembra incrinarsi. La paranoia tipicamente mathesoniana prende possesso del film, con i protagonisti circondati da allusioni, minacce, inquietudini che invadono improvvisamente il tranquillo contesto in cui sono abituati a vivere. Tutti sembrano nascondere qualcosa, la città sembra percorsa da una cospirazione globale. Fidati solo di te stesso, è la filosofia, ma a volte nemmeno quello è sufficiente. Il tutto immerso in un periodo storico preciso, che ci sembra lontano, con le sue speranze e le sue pulsioni verso lo spazio esterno. Però il dramma non riesce a superare la barriera di un’esteriorità schematica e a far sentire il problema morale come vero e vivo. Qualche spunto metafisico cade un po’ piatto nel calderone di sottintesi e sottotesti a cercare di complicare qualcosa che resta nella sostanza sin troppo lineare. Il clima narrativo sa di artificioso e la vicenda non propone soluzioni finali di particolare inventiva. Questo è in fondo il difetto principale di un film che mette molta carne al fuoco e crea un clima di angoscioso mistero, ma poi non sa risolverlo se non nel modo più semplice. Vai alla scheda su Mymovies.it |
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| The Box |
Verdi Multisala Corso Multisala |
19:30 21:45 17:30 19:45 22:00 |
Un film di Richard Kelly, con: Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella, James Rebhorn, Holmes Osborne, Sam Oz Stone, Scott Winters, Sam Blumenfeld, Mark S. Cartier, Kevin Robertson, Gillian Jacobs, Michael Zegen, Celia Weston, Deborah Rush, Lisa K. Wyatt, Andrew Levitas, Basil Hoffman, Michele Durrett, Jenna Lamia, Ian Kahn, John Magaro, Frank Ridley, Kevin DeCoste, Ryan Woodle, Allyssa Maurice, Sal Lizard, Evelina Oboza
Continue stranezze e inquietanti bizzarrie ravvivano un racconto fin troppo lineare Richard Kelly aveva stupito al suo esordio con un film affascinante e inafferrabile come Donnie Darko. Poi si era un po’ perso con un’opera ambiziosa e in parte irrisolta, Southland Tales. Dopo il flop commerciale di Southland Tales, The Box sembra essere un run for cover, una ricerca di qualcosa di familiare e affine, ma nello stesso tempo accattivante per il pubblico, basato su un’idea forte e di sicura presa. Lo spunto viene da un fulminante racconto di Richard Matheson, maestro dell’horror e dell’insolito, capace di creare incubi apocalittici come Io sono leggenda e sottili parabole paranoiche in innumerevoli racconti che talvolta hanno dato origine a indimenticabili episodi della serie televisiva Ai confini della realtà. Per noi italiani, l’idea di partenza è familiare per la commedia musicale "Un mandarino per Teo" (diventata anche un film di Mario Mattoli del 1960), ma ha origini ancora più antiche, tra rimandi letterari vari. Resta il fatto che lo spunto è brillante e si presta a più di qualche osservazione sul rapporto che lega la natura umana al desiderio di ricchezza. Arlington Steward è misteriosamente resuscitato in ospedale dopo essere stato colpito da un fulmine e, costruito un apparecchio dallo scopo ignoto, se n’è andato. Virginia, 1976. Prima dell’alba il campanello di casa Lewis suona svegliando i coniugi Norma e Arthur. Aperta la porta, Norma trova un pacchetto. Si sveglia anche il figlioletto Walter, incuriosito. Nel pacchetto c’è una strana scatola e un biglietto: il signor Steward chiamerà alle cinque del pomeriggio. Arthur lavora a un progetto della Nasa il Viking è atterrato su Marte ed è totalmente preso dal lavoro. Norma, insegnante, è alle prese con altri problemi ed è sola in casa quando arriva puntuale il signor Steward, con il volto in parte sfigurato dal suo incontro ravvicinato con il fulmine. Spiega a Norma che se preme il pulsante che sovrasta la scatola provocherà la morte di uno sconosciuto e guadagnerà un milione di dollari. Se invece rinuncerà a premerlo, riceverà cento dollari per il disturbo. Ventiquattro ore per decidere. Norma ha un problema a un piede causato da quello che oggi si definirebbe un caso di malasanità, mentre Arthur viene rifiutato come astronauta. Entrambi hanno quindi motivi per avercela con la sorte. Davanti a loro una decisione assurda che però prendono sempre più sul serio, tentati dal denaro e dalla voglia di scoprire la verità. Dopo tanto parlare, Norma preme il pulsante quasi d’impulso. Ma questo è solo l’inizio. Inquietanti bizzarrie e suggestive stranezze sono disseminate per tutto il film a dare un tono singolare alla vicenda. Frank Langella, con il volto mezzo mangiato, è una presenza sinistramente toccante resa ancora più significativa dalla recitazione urbana e contenuta dell’attore. Il dilemma e il problema etico sono però affrontati dal film con un tono banale che non aiuta a valorizzarne la portata e non ne accresce la drammaticità. Il miraggio della ricchezza può corrompere chiunque, ma questa non è una novità. Una famiglia tutto sommato benestante con qualche problema, ma chi non ne ha? cede alle lusinghe dei soldi per soddisfare bisogni che potrebbe affrontare diversamente, come il plantare speciale ideato da Arthur per Norma dimostra. Ed è proprio questo il punto del film, che si allarga verso una riflessione più ampia. Quella che sembrava una “semplice” questione morale individuale prendere la vita di uno sconosciuto in cambio di molti soldi si rivela qualcosa di più complesso. Il clima si fa progressivamente sempre più angoscioso. Indizi e trabocchetti si moltiplicano in una situazione nella quale anche la solidarietà tra i coniugi sembra incrinarsi. La paranoia tipicamente mathesoniana prende possesso del film, con i protagonisti circondati da allusioni, minacce, inquietudini che invadono improvvisamente il tranquillo contesto in cui sono abituati a vivere. Tutti sembrano nascondere qualcosa, la città sembra percorsa da una cospirazione globale. Fidati solo di te stesso, è la filosofia, ma a volte nemmeno quello è sufficiente. Il tutto immerso in un periodo storico preciso, che ci sembra lontano, con le sue speranze e le sue pulsioni verso lo spazio esterno. Però il dramma non riesce a superare la barriera di un’esteriorità schematica e a far sentire il problema morale come vero e vivo. Qualche spunto metafisico cade un po’ piatto nel calderone di sottintesi e sottotesti a cercare di complicare qualcosa che resta nella sostanza sin troppo lineare. Il clima narrativo sa di artificioso e la vicenda non propone soluzioni finali di particolare inventiva. Questo è in fondo il difetto principale di un film che mette molta carne al fuoco e crea un clima di angoscioso mistero, ma poi non sa risolverlo se non nel modo più semplice. Vai alla scheda su Mymovies.it |
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| Toy Story 3 - La grande fuga |
Teatro Cristallo Italia-Eden Verdi Multisala Corso Multisala Multiplex Cinecity Multiplex Cinecity Multiplex Cinecity Multiplex Melies |
21:30 21:00 19:00 21:30Versione 3D: 17:30 19:45Versione 3D: 20:00 22:30 20:10 22:20 19:00 21:30 20:15 22:40 |
Un film di Lee Unkrich, con: Tom Hanks, Michael Keaton, Joan Cusack, Tim Allen, John Ratzenberger, Wallace Shawn, Don Rickles, Ned Beatty, Jodi Benson, Estelle Harris, Timothy Dalton, John Morris, Jeff Garlin, Bonnie Hunt, Kristen Schaal, Whoopi Goldberg, Blake Clark, Laurie Metcalf, Jack Angel, R. Lee Ermey, John Cygan, Richard Kind, Erik Von Detten, Jan Rabson, Teddy Newton, Bud Luckey, Lori Alan, Jeff Pidgeon, Beatrice Miller, Emily Hahn, Amber Kroner, Brianna Maiwand, Jack Willis, Charlie Bright, Javier Fernandez Pena
Una trama più complessa per un terzo capitolo vitale, spassoso e mai così commovente
Consigliato: Assolutamente Sì *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari |
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| Predators |
Multiplex Melies Multiplex Cinecity Verdi Multisala |
20:10 22:30 20:00 22:30 19:30 21:45 |
Un film di Nimród Antal, con: Adrien Brody, Alice Braga, Laurence Fishburne, Topher Grace, Danny Trejo, Walton Goggins, Mahershalalhashbaz Ali, Oleg Taktarov, Louis Ozawa Changchien, Brian Steele, Carey Jones, Derek Mears
Predator è tornato: il terzo capitolo della saga è all'altezza del modello originale
Consigliato: Nì *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari |
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| Solomon Kane |
Multiplex Melies Multiplex Cinecity |
20:10 22:30 20:00 22:30 |
Un film di Michael J. Bassett, con: James Purefoy, Max von Sydow, Rachel Hurd-Wood, Patrick Hurd-Wood, Pete Postlethwaite, Alice Krige, Jason Flemyng, Mackenzie Crook, Philip Winchester, Ian Whyte, Andrew Whitlaw, Anthony Wilks, Mark O'Neal, Gordon Truefitt, Thomas McEnchroe, Robert Orr, Marek Vasut, Richard Ryan, Philip Waley, Christian Dunckley Clark, James Babson, Laura Baranik, Geoff Bell, Matthew Blood-Smyth, Brian Caspe, John Comer, Ryan James, Rory McCann, Andrea Miltner, Kenny Mitchell, Stewart Moore, Beryl Nesbitt, Samuel Roukin, Robert Russell, Ben Steel, Lucas Stone
Spettacolo e meravigliose ambientazioni per una vicenda non troppo originale Solomon Kane è stato un mercenario al servizio di Elisabetta I di Inghilterra. Ha ucciso senza alcuno scrupolo fino a quando non ha incontrato le forze degli Inferi e ha capito di dover diventare un uomo di pace se non voleva perdere la propria anima. Ora, allontanato dal convento in cui aveva trovato rifugio, si trova a dover difendere una fanciulla figlia di chi gli ha dato fiducia. Dovrà tornare ad uccidere. Alla base dello script c'è un personaggio creato dallo stesso autore che ha inventato Conan il Barbaro: Robert E. Howard. Di tempo ne è passato sugli schermi e la tecnologia disponibile oggi non è quella di un passato pur recente ma che resta comunque passato. Rimane però intatta la voglia di fare spettacolo quasi allo stato puro. Michael J.Bassett trova in James Purefoy (da ricordare come Marco Antonio nella serie Roma) il giusto physique du role. La vicenda non brilla di particolare originalità riproponendo le Forze del Male in modo potremmo dire quasi classico. Cosa distingue allora questo personaggio alla ricerca di se stesso da tanti altri visti nei fantasy di qualità più o meno alta? La differenza sta non tanto negli effetti speciali quanto piuttosto nella descrizione di un'epoca dominata (notiamo bene: in Inghilterra non nella tradizionalmente e iconograficamente cupa Europa del Nord continentale). Neve e pioggia si contendono volti e anime così come è quasi tangibile la sensazione di un secolo pervaso da invasioni e da un senso della morte e dell'occulto che va oltre le facili soluzioni. Costumista e scenografo hanno negli occhi la pittura di quel tempo che a volte citano esplicitamente e in altri casi inseriscono a costruire un clima in cui il senso di colpa domina l'umanità e il terrore (originato dagli uomini così come dalle forze sovrannaturali) pervade le fibre di chi ancora è capace di distinguere e deve decidere da quale parte stare. Vai alla scheda su Mymovies.it |
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| Un microfono per due |
Multiplex Cinecity |
22:30 |
Un film di Todd Louiso, con: Jason Schwartzman, Ben Stiller, Anna Kendrick, Ebon Moss-Bachrach, Zachary Booth, Gabrielle Dennis, Kelen Coleman, Carissa Capobianco, Amber Wallace, Cullen Moss, Patrick Stogner, Dikran Tulaine, Quentin Kerr, Brandon G. Holley, Kassie Hight, Twyla Banks, Mary Katherine White, Matt Cornwell, Jenny Gulley, Nick Nordella, Lucy Spain, Damien C. Haas, Duncan M. Hill, Brittney McNamara, Aaron Mills, Bridget Gethins, Millard Darden, Austin Herring, Justin R. Kennedy, Kameron King, Tyler O'Neal Easter, Jay Paulson
Una regia inespressiva e incapace di sfruttare le potenzialità di un genere sempreverde Marc Pease è tra le star del Mago di Oz, il musical che il suo liceo porta in scena sotto la guida del talentuoso signor Gribble. La sera della prima, però, Marc viene colto dal panico da palcoscenico e se la dà a gambe. Per otto anni vive nel sogno di sfondare, grazie alla promessa strappata quella sera ad un disperato Gribble di averlo come manager e produttore del disco d'esordio del suo gruppo a cappella, i Meridian 8, ora ridottisi a 4. Gribble scappa, evita, non risponde, Marc lo insegue e lo venera senza riserve. La delusione sarà grande, improvvisa e terapeutica. Il genere “Saranno Famosi” non è solo imperituro ma è innanzitutto primordiale, connaturato alla natura stessa del mezzo audiovisivo e particolarmente aderente a quello televisivo, che spesso è trampolino di lancio per il salto vero, e non più solo finzionale, al grande schermo, alla notorietà. Sulla scorta di un passato glorioso di titoli e del successo recente del serial Glee, Todd Louiso si fa avanti con due nomi che minacciano di sbaragliare ogni concorrenza: Ben Stiller e Jason Schwartzman; per la prima volta alla voce e alle tastiere il primo, esperto batterista e compositore il secondo. La delusione, in questo caso, si annuncia in sordina, si riconosce presto come il “tema” del film e si rivela con un noioso e svergognato crescendo. D'altronde anche il genere “scolapasta” è molto frequentato e qui tutto fa lentamente, inesorabilmente acqua. Dalla regia inespressiva, che si appoggia appena può alle coreografie dei numeri musicali e non si preoccupa di pensare in proprio, alla sceneggiatura, che si spertica in tautologie quali “non sai cosa vuoi finché non sai cosa vuoi”, adotta l'altoparlante per i sottotesti, si compiace di idee elementari come far passare di ruolo il protagonista da uomo di latta a mago di Oz e butta alle ortiche la scena madre, tanto che vien da chiudere gli occhi per poter conservare miglior ricordo degli attori in campo. Il peccato più difficile da cancellare, però, è il tentato furto del personaggio di Max Fisher a Rushmore. Rapina sventata, per fortuna, per insufficienza artistica delle menti criminali. Vai alla scheda su Mymovies.it |
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| Poliziotti fuori - Due sbirri a piede libero |
Italia-Eden |
21:15 |
Un film di Kevin Smith, con: Bruce Willis, Tracy Morgan, Adam Brody, Kevin Pollak, Ana de la Reguera, Guillermo Diaz, Michelle Trachtenberg, Seann William Scott, Jim Norton, Mark Consuelos, Adrian Martinez, Eddie J. Fernandez, Jordan Carlos, Sean Cullen, Stracy Diaz, Eliezer Meyer, Aristedes Philip DuVal, Marshall Factora, Rashida Jones, Susie Essman, Juan Carlos Hernández, Cory Fernandez, Alberto Bonilla, Jason Lee, Francie Swift, Jayce Bartok, Elliot Santiago, John D'Leo, Keith Joe Dick, Marcus Morton, Jacinto Taras Riddick, Robb Cullen, Joey Giambattista, Chazz Menendez
Una coppia di sbirri sulla scia dei classici film polizieschi
Consigliato: No *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari |
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| Il segreto dei suoi occhi |
Multiplex Cinecity |
20:05 |
Un film di Juan José Campanella, con: Ricardo Darín, Soledad Villamil, Guillermo Francella, José Luis Gioia, Pablo Rago, Javier Godino, Carla Quevedo, Rudy Romano, Mario Alarcón, Alejandro Abelenda, Sebastián Blanco, Mariano Argento, Juan José Ortíz, Kiko Cerone, Fernando Pardo, Bárbara Palladino
Sguardi rivelatori per raccontare i drammi della Storia
Consigliato: Sì *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari |
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| Chloe - Tra seduzione e inganno |
Multiplex Melies |
20:15 22:40 |
Un film di Atom Egoyan, con: Julianne Moore, Liam Neeson, Amanda Seyfried, Max Thieriot, R.H. Thomson, Nina Dobrev, Mishu Vellani, Julie Khaner, Laura DeCarteret, Natalie Lisinska, Tiffany Knight, Meghan Heffern, Arlene Duncan, Kathy Maloney, David Reale
Egoyan indaga le intemperanze e gli inasprimenti sentimentali, ritrovando un dolce domani
Consigliato: Nì *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari |
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| The Twilight Saga - Eclipse |
Multiplex Cinecity Multiplex Cinecity Multiplex Cinecity Verdi Multisala Corso Multisala Multiplex Melies Italia-Eden |
18:55 22:00 19:10 21:30 20:00 22:30 18:45 21:15 22:00 20:00 22:30 21:05 |
Un film di David Slade, con: Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Ashley Greene, Bryce Dallas Howard, Billy Burke, Peter Facinelli, Nikki Reed, Kellan Lutz, Jackson Rathbone, Anna Kendrick, Dakota Fanning, Iris Quinn, Catalina Sandino Moreno, Cameron Bright, Elizabeth Reaser, Chaske Spencer, Bronson Pelletier, Alex Meraz, Kiowa Gordon, Tyson Houseman, Gil Birmingham, Tinsel Korey, Jodelle Ferland, Michael Welch, Sarah Clarke, Jack Huston, Justin Chon, Xavier Samuel, Christian Serratos, Daniel Cudmore, Monique Ganderton, Kirsten Prout, Charlie Bewley, Paul Jarrett, Julia Jones, BooBoo Stewart, Leah Gibson, Ben Geldreich, Justin Rain
Tra vampiri e licantropi, il film abbaia ma non morde
Consigliato: Nì *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari |
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| The Losers |
Multiplex Cinecity |
18:40 20:35 22:30 |
Un film di Sylvain White, con: Zoe Saldana, Jeffrey Dean Morgan, Chris Evans, Idris Elba, Columbus Short, Óscar Jaenada, Jason Patric, Peter Macdissi, Gunner Wright, Tanee McCall, Peter Francis James, Holt McCallany
Nonostante le somiglianze con l'A-Team il cinefumetto gaudiente di Sylvain White sa sorprendere Un gruppo militare in missione in Bolivia disobbedisce agli ordini della CIA per salvare dei bambini da un bombardamento preordinato. Questi però verranno comunque uccisi e la colpa sarà fatta ricadere su di loro, creduti morti nel medesimo "incidente". In realtà il gruppo cerca di ritornare in patria e rimettere a posto le cose. L'obiettivo ora diventa scoprire chi ha tentato di fregarli e come potersi riprendere la propria vecchia vita assieme all'onore infangato. Nonostante una serie impressionante di somiglianze con il film della serie tv A Team, The Losers viene dall'omonima serie a fumetti DC (divisione Vertigo per la precisione) e non nasconde in alcun modo le proprie origini. Banalmente prologo ed epilogo traboccano di fermo immagine con variazioni grafiche nello stile del fumetto originale, mentre con più genio la direzione e lo spirito generale della pellicola cercano di ricreare le dinamiche che più funzionavano su carta. Nel tripudio di film tratti da fumetti che questi ultimi anni ci stanno regalando, The Losers appartiene alle produzioni meno strombazzate, quelle che prendono le mosse dai fumetti più di nicchia e, come spesso capita, sperimenta un modo di adattare il formato "comic" al formato "film" decisamente più audace. Il risultato è un'opera stilisticamente molto legata alle iperboli dell'action movie che da John Woo a Timur Bekmambetov hanno conosciuto una progressiva banalizzazione, Sylvain White tuttavia rimette in gioco queste stesse carte con rinnovati ardore e sapienza, dimostrando di conoscere bene il limite da non superare anche in uno stile che sembra non conoscerne. Il suo furore estetizzante travolge qualsiasi plausibilità, come si conviene, ma riesce anche a trovare in più di un'occasione momenti di insperato ritmo e originalità, in cui l'azione è funzionale all'estetica dei corpi (e della macchina da presa) in movimento, senza mai sfociare nell'autocompiacimento fine a se stesso. The Losers è un film dinamico e gaudiente che abbraccia moltissime semplificazioni e banalità a favore di un divertimento epidermico, immediato e fieramente spensierato. Non è infatti solo lo stile della messa in scena a guardare ad un certo modo di fare fumetto, anche il disegno delle psicologie, le relazioni tra personaggi e ancora di più il modo in cui è raccontata la storia di perdizione e redenzione del vendicativo gruppo, a guardare molto al modo in cui si fa intrattenimento di rapido consumo nell'industria fumettistica. Ancora una volta però interpretando la traduzione da tavola a pellicola in maniera spudorata, The Losers (e per questo va reso merito alla scrittura di Peter Berg, il quale originariamente doveva anche essere regista del film) riesce a regalare sprazzi di stimolante anticonvenzionalità, come con la caratterizzazione del villain di turno, in bilico tra stereotipo e parodia ma sempre in grado di mantenere fede al suo ruolo. Vai alla scheda su Mymovies.it |
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| Il solista |
Multiplex Cinecity Corso Multisala |
20:00 22:20 17:30 19:45 22:00 |
Un film di Joe Wright, con: Robert Downey Jr., Catherine Keener, Jamie Foxx, Stephen Root, Robyn Jean Springer, Tom Hollander, Lisa Gay Hamilton, Angela Featherstone, Justin Martin, Rachael Harris, Marissa Ghavami, Justin Rodgers Hall, Nelsan Ellis, Matt Besser, Wayne Lopez, Troy Blendell, Aurelius DiBarsanti, David Jean Thomas, Ilia Volok, Lorraine Toussaint, Maggie Wagner, Kokayi Ampah, Patrick Tatten, Marcos De Silvas, Susane Lee
Un genio musicale tra gli homeless di Los Angeles 2005. Steve Lopez, giornalista del Los Angeles Times, ha due problemi: una rovinosa caduta dalla bicicletta gli ha temporaneamente deturpato mezzo viso e, soprattutto, è a corto di idee per i suoi articoli che sono in presa diretta sulla realtà. Un giorno incontra del tutto casualmente Nathaniel Ayers, un homeless affetto da disturbi psichici che però sa suonare benissimo un violino con due sole corde. Lopez ha così trovato l'ispirazione per i suoi pezzi che riscuotono successo e, al contempo, decide di darsi da fare per Ayers e per quelli che vivono nelle sue condizioni. Inizia con il procuragli un violoncello (strumento che Nathaniel ha studiato) e a cercare di riconciliarlo con il mondo superando i propri fantasmi. Non sarà un'impresa facile. Molti appassionati di cinema (e non solo) ricordano certamente Shine in cui si raccontavano le vicende di un pianista divorato dai propri fantasmi psichici e salvato dall'intervento amorevole ma deciso di una donna. Chi scrive ha avuto l'occasione di conoscere Helfgott ad un concerto e può confermare che sia la lettura cinematografica del suo percorso sia i caratteri della personalità del musicista sono stati resi con grande adesione alla realtà. Chi ha letto la breve sinossi di cui sopra può pensare che ci si trovi, a distanza di anni, dinanzi a un caso molto simile. Nulla di tutto ciò. Perché pur essendo anche questo film ispirato da una storia reale (il vero Ayers compare in una delle scene del film) le dinamiche che la sottendono sono profondamente diverse. Lopez è inizialmente mosso non da sentimenti di compassione ma bensì dalla necessità di trovare una ‘storia' da raccontare ai suoi lettori. Siamo quindi dinanzi alla nascita di un rapporto di reciproca utilità che la regia non tenta mai di forzare lungo le strade della facile commozione. Piuttosto prova ad allargare lo sguardo verso la condizione dei senzatetto che a Los Angeles sono presenti in gran numero e in buona parte rappresentano se stessi nel film. Nessuna voglia di raccontare un percorso dalla strada alla gloria ma piuttosto (grazie alle ottime interpretazioni di Jamie Foxx e di Robert Downey Jr.) il desiderio di mostrare come il lavoro sulle ossessioni di una persona non abbia mai un esito definibile e su come gli esseri umani possano incontrarsi e conoscersi anche a partire da motivazioni che non siano necessariamente altruistiche e, nonostante questo, possano percorrere un tratto di strada insieme provando a farsi del bene a vicenda. Vai alla scheda su Mymovies.it |
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